NO alla modifica della legge sul servizio civile
Il 14 giugno si voterà anche sulla modifica della legge sul servizio civile. La modifica ha l'obiettivo di risolvere un presunto problema di personale nell'esercito indebolendo il servizio civile. Volt dice NO a questa modifica perché l'esistenza di una carenza di personale nell'esercito è dubbia, la riforma è incostituzionale, porterebbe a carenze di personale in settori cruciali e, infine, perché il servizio civile e il servizio militare non dovrebbero essere messi l'uno contro l'altro.
La proposta in breve
Di fronte alle crescenti incertezze geopolitiche dovute ai numerosi conflitti militari in Europa e nel mondo, in tutto il continente si levano richieste di riarmo. Anche la Svizzera ha affrontato la questione, decidendo di aumentare il proprio bilancio militare. Oltre all'aumento del budget, il Parlamento mira anche ad accrescere il numero di soldati attivi. Prevale infatti il timore che attualmente vi siano troppo pochi soldati e che troppi interrompano il servizio dopo la scuola reclute. La maggioranza del Parlamento ha quindi deciso di riformare il servizio civile per ridurre l'attrattiva e rendere il servizio militare più appetibile.
Perché Volt dice NO
Questa decisione si basa tuttavia su un'interpretazione errata dei fatti e manca il bersaglio. Innanzitutto, sorge il dubbio che l'esercito non abbia troppo pochi, bensì troppi soldati. Un'inchiesta del magazine Republik conclude infatti che l'esercito non ha alcun problema di personale, il che toglie ogni fondamento a questa modifica.
Un altro problema individuato è che troppi militari lasciano l'esercito dopo la scuola reclute per passare al servizio civile, causando una perdita di conoscenze ed esperienze faticosamente acquisite per l'esercito. Tuttavia, la proposta non crea alcun incentivo a rimanere nell'esercito; rende semplicemente il passaggio al servizio civile meno attraente. L'esigenza forfettaria di 150 giorni di servizio per qualsiasi militare che voglia cambiare è incostituzionale. I militari con un conflitto di coscienza avrebbero ora molta più difficoltà a passare al servizio civile. Esempio: se restano 20 giorni di servizio da svolgere nell'esercito, la riforma ne richiederebbe 150 nel servizio civile invece degli attuali 30. Una tale riforma scatenerebbe numerosi ricorsi giudiziari dagli esiti incerti, creando un'insicurezza massiccia per tutti: soldati, esercito, datori di lavoro e familiari.
Un altro errore fatale è l'idea che il servizio civile sia solo un servizio sostitutivo e debba quindi essere considerato un'eccezione piuttosto che la regola. Questo dimentica spesso il contributo significativo del servizio civile alla coesione sociale in Svizzera. Molti civili prestano servizio in case di cura, ospedali, scuole, nella protezione dell'ambiente nonché nell'agricoltura e nell'alpeggio. Si tratta di settori confrontati con una grave carenza di manodopera qualificata. La scomparsa dei civili avrebbe qui pesanti conseguenze e deteriorerebbe considerevolmente la qualità delle cure, dei servizi sociali e dell'istruzione. Va inoltre notato che il servizio civile (365 giorni di servizio) esige già una volta e mezza più giorni di servizio rispetto al servizio militare (modello scuola reclute e corsi di ripetizione: 245 giorni; modello del servizio continuo: 300 giorni).
A questo riguardo, è anche disastroso che la riforma tolga agli studenti di medicina la possibilità di svolgere assegnazioni specifiche. Questi posti, che richiedono studi in medicina umana, odontoiatria o veterinaria e possono essere conteggiati come esperienza professionale, verrebbero soppressi. Ciò aggraverebbe ulteriormente la carenza di personale qualificato negli ospedali e rappresenterebbe un grave passo indietro per gli studenti di medicina.
Infine, il più grande errore di giudizio risiede nell'idea che il servizio militare e il servizio civile possano e debbano essere messi l'uno contro l'altro. Questo ignora il fatto che questi due servizi coprono ambiti completamente diversi e apportano ciascuno il proprio contributo alla sicurezza della Svizzera. Nella politica di sicurezza si distingue tra pace negativa e pace positiva. Mentre l'esercito assicura in Svizzera la pace negativa (l'assenza di violenza armata), il servizio civile favorisce la pace positiva (l'assenza di violenza strutturale e indiretta garantendo una vita dignitosa). Invece di rendere il servizio civile meno attraente, bisognerebbe sforzarsi di rafforzare l'attrattiva del servizio militare.
Conclusione
Per Volt, non esiste alcun problema di personale nell'esercito, il che significa che il dibattito è condotto su false premesse. La discussione dovrebbe piuttosto vertere su come rendere l'esercito adatto al futuro. La Svizzera potrebbe ispirarsi al modello svedese, molto simile al proprio: tutti i diciottenni ricevono un questionario che valuta la loro idoneità al servizio militare. Gli idonei sono convocati per la visita di leva e, in caso di esito positivo, svolgono 12 mesi di servizio militare. Come in Svizzera, esiste un servizio civile parallelamente all'esercito, poiché l'obbligo di servire vale anche per il servizio civile. Il sistema svedese gode di ampia accettazione presso l'intera popolazione, inclusi i giovani.
Inoltre, bisognerebbe discutere del contributo che la Svizzera può e deve apportare a un esercito europeo. Infine, è necessario dibattere su come adattare i modelli di servizio per renderli più inclusivi per le donne*, le persone BIPoC, le persone Queer e gli stranieri. Invece di opporre i modelli di servizio l'uno all'altro, dovremmo guardare al futuro e dedicarci alle questioni rilevanti.
Fonti
https://www.vbs.admin.ch/de/finanzierung-armee
https://www.zivi.admin.ch/de/abstimmung-zur-aenderung-des-zivildienstgesetzes
https://www.republik.ch/2022/12/12/die-schweizer-armee-ist-groesser-als-erlaubt
https://zivildienstgesetz-nein.ch/
https://www.zivi.admin.ch/de/grundauftrag-und-gesetzlicher-rahmen
https://www.zivi.admin.ch/dam/de/sd-web/d-IfjznNNSkP/ZIVI_Faktenblatt_Abstimmung14.06.2025-de_def.pdf
https://www.armee.ch/de/rekrutierung-wk-oder-durchdiener
https://www.bpb.de/kurz-knapp/lexika/politiklexikon/17511/frieden/
https://wfd.de/informieren/was-ist-frieden/
https://www.tagesschau.de/ausland/europa/wehrpflicht-schweden-102.html